Che cos’è il Fototrappolaggio

Che cos’è il Fototrappolaggio

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Il fototrappolaggio naturalistico è una tecnica video-fotografica utilizzata per documentare gli animali selvatici e i loro comportamenti e molto utilizzata negli studi scientifici di tipo faunistico.

Il fototrappolaggio ha radici lontane che si snodano a cavallo tra fotografia, biologia ed ecologia delle specie animali. La tecnica, sviluppata nei primi decenni del novecento dal naturalista George Shiras, rende possibili una serie di studi non invasivi che possono determinare lo stato di una popolazione, la presenza di una specie, le abitudini individuali e l’utilizzo dello spazio.

Il fototrappolaggio si effettua posizionando una fototrappola in un determinato ambiente: il soggetto entrando nel raggio di azione del sensore attiva lo scatto fotografico o l’inizio del video.

Inizialmente si utilizzavano comuni macchine fotografiche collegate ad un sistema di flash e sensori, oggi esistono invece in commercio fototrappole molto sofisticate e di dimensioni estremamente compatte, che racchiudono al loro interno un sensore di movimento passivo che rileva il passaggio di un animale e/o persona davanti all’obiettivo; ciò provoca lo scatto della foto o l’inizio di un filmato.

Successivamente sono stati inseriti optional come l’audio, l’invio delle foto in tempo reale, la sensibilità del sensore e l’infrarosso che hanno fatto diventare queste macchine dei veri e proprio gioielli.

Come ogni tecnologia disponibile per l’esplorazione della natura, si presta non solo a studi e scoperte ma anche ad abusi spesso eclatanti, creando purtroppo notevole stress per le specie. Da qui nasce l’esigenza di effettuare come attività in maniera consapevole. In particolare evitando azioni che possano causare disturbo alle specie oggetto della nostra curiosità.

CHE COSA SONO LE FOTOTRAPPOLE

Tali dispositivi sono completamente programmabili dall’utente e possiedono anche un illuminatore dotato di led all’infrarosso che si attiva durante lo scatto, in grado di rendere osservabile la scena anche nel buio più assoluto (fornendo immagini in bianco e nero).

Le fototrappole al buio possono essere o completamente invisibili all’occhio umano ed animale (se utilizzano led a 940 nanometri) o visibili (quelle che funzionano con led a 850 nanometri e che illuminano maggiormente il punto di ripresa); in alternativa possono essere dotate di un fascio luminoso che permette di riprendere la scena notturna a colori.

COME FUNZIONANO LE FOTOTRAPPOLE

Le fototrappole vengono in genere fissate ad un albero mediante cinghie o altri supporti, e grazie alla loro autonomia che in condizioni di stand-by può essere di parecchie settimane o mesi (utilizzando comuni batterie AA), sono in grado di monitorare le abitudini della fauna selvatica presente nell’ambiente in cui l’apparecchio è installato.

Alcune fototrappole sono dotate anche di un’interfaccia GSM in grado di inviare all’utente le immagini riprese tramite la normale rete di telefonia mobile a un determinato numero di telefono o via e-mail.

L’uso delle fototrappole negli ultimi anni sta diventando sempre più frequente anche grazie alle innumerevoli marche di fototrappole low cost cinesi che hanno invaso il mercato.

Per approfondire la tematica, ti consiglio di leggere questo articolo sulle attrezzature fondamentali per il fototrappolaggio.

I RISCHI DEL FOTOTRAPPOLAGGIO

Dobbiamo però ricordarci che questa pratica non è esente da problemi legati al disturbo alla fauna. Anche se le riprese avvengono in “remoto” ovvero in assenza dell’uomo, non bisogna sottovalutare alcune situazioni che possono comunque arrecare danno alla fauna, poiché anche le nostre visite sul luogo prescelto, per montare, scaricare le foto e smontare la fototrappola, sono già di per se fonte di disturbo.

Inoltre non dimentichiamoci che molti animali avvertono la fototrappola, come già ampiamente dimostrato e spesso tendono a evitarla.

ALCUNI CONSIGLI PER UN FOTOTRAPPOLAGGIO CONSAPEVOLE:

– rispettare l’ambiente naturale ed evitare di manomettere la vegetazione durante il montaggio della fototrappola;

– evitare visite troppo frequenti alla fototrappola;

– non usare cibo o altri attrattivi per avvicinare le specie selvatiche;

– durante le fasi di montaggio/smontaggio evitare rumori molesti;

– la fototrappola non va posizionata presso nidi attivi, tane e luoghi di letargo (salvo specifiche attività di ricerca);

– evitare di posizionare la fototrappola presso pozze di abbeverata durante un periodo di particolare siccità;

– verificare se il luogo dove si intende posizionare la fototrappola è in proprietà privata, pubblica o in un’Area protetta e comportarsi di conseguenza;

– non limitarsi a riprendere immagini naturalistiche, segnalare alle autorità le eventuali attività illecite documentate e contribuire in prima persona a proteggere la fauna che si vuole riprendere.

Per un fototrappolaggio etico e responsabile ti consiglio di leggere questo breve ma utile vademecum.

Non mi rimane che augurarti buon fototrappolaggio!

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