Ponta il primo ed unico castoro in Italia

La storia di Ponta, l’unico Castoro presente in Italia

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In Italia l’ultimo dato storico sulla presenza dei Castori risale al 1541, ovvero quasi 500 anni fa. Poi la caccia spietata per la pelliccia, la carne e il “castoreum” un secreto ghiandolare cui venivano attribuite proprietà medicamentose e cosmetiche, ne hanno decretato l’estinzione sul territorio italiano.

Poi nell’autunno del 2018 è avvenuta la scoperta di Ponta!

Renato Pontarini, il ricercatore del Progetto Lince che l’ha indentificato, ci racconta:

Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 2018 un cacciatore di Tarvisio poi un forestale riferiscono di strani segni di scortecciamento che non sanno attribuire a nessun ungulato presente in zona. A quel punto il forestale, Daniele Vuerich, scatta una foto dei segni che, tramite lo zoologo Luca Lapini del museo di storia naturale di Udine, arriva al sottoscritto.

Io i segni della presenza del castoro li conoscevo bene in quanto in Austria, a pochi km dal confine, erano già un paio di anni che seguivo la locale popolazione di castoro. Giunto sul luogo indicatomi ho immediatamente capito che si trattava proprio dei segni lasciati da un castoro.

Il ricercatore Renato Pontarini in Austria

Il giorno dopo ho posizionato alcune fototrappole che già a poche ore di distanza immortalavano per la prima volta in Italia un castoro.

Al momento è l’unico in Italia ancora, vero?

Purtroppo ad oltre un anno dal suo arrivo in Italia questo esemplare è ancora solo. Speravamo che venisse presto raggiunto da un suo simile ma il percorso dall’Austria in Italia non è per nulla agevole per un animale come il castoro. Lungo il corso d’acqua che conduce in Austria ci sono vari sbarramenti artificiali insuperabili se non costringendo gli animali, lontre comprese, a percorrere notevoli distanze fuori dall’acqua per riprendere il corso più a monte. Questo problema arresta notevolmente l’espansione del castoro verso il nostro paese, nonostante che lì sia in notevole aumento demografico e cominci già a creare qualche problema di accettazione sui locali agricoltori.

Qual’è il sesso di Ponta?

Ancora non sappiamo se questo esemplare sia maschio o femmina, in quanto il dimorfismo sessuale non è evidente. Inoltre, al contrario di molti mammiferi in cui sono i maschi quelli più intraprendenti che colonizzano per primi nuovi territori, nei castori invece anche le femmine sovente lasciano il luogo di nascita e si spostano anche di molto al pari dei maschi.

Quando dista la colonia austriaca più vicina e che possibilità ci sono che arrivi un secondo esemplare?

La colonia più vicina dista circa 5 km in linea d’aria dall’Italia , ma singoli individui sono stati visti anche più vicino al confine.

Perchè avete deciso di chiamarlo Ponta?

Noi del posto lo abbiamo chiamato Ponta, in mio onore, in quanto lo sto seguendo quasi giornalmente da oltre un anno.

In questo anno ha costruito varie dighe nel suo territorio, alcune piccole altre più grandi. Le più grandi hanno modificato alcune parti di fiume, aumentando di fatto il livello dell’acqua a monte.

Nella sua zona ci sono predatori naturali?

In zona non ci sono predatori naturali. In Austria i pochi casi di mortalità sono dovuti a investimento stradale, ma dove vive ora il rischio è molto basso.

È un animale piuttosto grosso e pesante, arriva a 30 kg e ha una lunghezza di oltre un metro, con denti come cesoie, per cui pochi predatori osano affrontarlo.

Nemmeno i lupi osano affrontarlo?

Ci sono casi in cui i lupi hanno predato un castoro sorpreso sulla terraferma, ma non sulle Alpi, tanto meno nel Tarvisiano in cui per ora non ci sono.

Quanto può vivere il castoro in natura? Che età può avere Ponta?

Può vivere oltre i 20 anni e verosimilmente il Ponta è un giovane di oltre due anni. Questa è l’età in cui solitamente lasciano la famiglia per cercarsi un loro territorio.

Quando è importante per l’ecosistema del bosco avere una comunità di Castori?

L’ecosistema del luogo dove si stabilisce una comunità di castori ne giova incredibilmente. Studi hanno dimostrato che c’è un notevole aumento della biodiversità, aumentano tutta una serie di animali, dagli insetti agli anfibi e addirittura ad alcune specie di pipistrelli.

Ponta come si comporta durante il giorno e la notte?

Il Ponta, come la maggior parte dei sui simili, ha abitudini strettamente notturne, solo in pochissime occasioni sono riuscito a vederlo o a fototrappolarlo di giorno.

Ha un areale molto ampio?

L’areale non è molto ampio, qualche km di corso d’acqua, ma si sposta molto a seconda delle stagioni e della disponibilità idrica che nei piccoli corsi è molto variabile.

Che fototrappole hai usato?

Per quel che riguarda le fototrappole ho usato vari modelli, inizialmente quelli più discreti, a LED invisibili, successivamente, accertatomi che non provocavano disturbo all’animale, ho usato quelle a flash o la reflex con sensori per immagini di qualità.

Grazie mille Renato per questa bellissima intervista e per averci dato la possibilità di raccontare la storia di Ponta! Speriamo che presto venga raggiunto da altri castori e che nel tarvisiano si possa finalmente avere una colonia stabile di Castori!

Potete seguire Renato Pontarini e il suo lavoro con Linci, Lontre e Castori seguendo la pagina del Progetto Lince.

Buon fototrappolaggio!

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