Primo avvistamento Cane Procione in Italia di Stefano Pecorella

Primo dato certo di cane procione in Friuli-Venezia Giulia

18 gennaio 2021

STEFANO PECORELLA

Primo dato certo di cane procione (Nyctereutes procyonoides Gray, 1834) in Friuli-Venezia Giulia (Italia)

La presente nota ha lo scopo di riferire di un’osservazione di cane procione (Nyctereutes procyonoides Gray, 1834) nel basso corso del fiume Torre (Provincia di Udine). Il dato è stato ottenuto mediante foto-trappolaggio e costituisce la prima conferma della presenza di questa specie alloctona nella regione Friuli-Venezia Giulia.

L’obbiettivo del foto-trappolaggio era di acquisire informazioni sullo sciacallo dorato europeo (Canis aureus moreoticus). Nella zona questa specie protetta viene monitorata dal personale delle Stazioni Forestali di Cervignano del Friuli, Duino e Gorizia, sotto il coordinamento del Servizio Biodiversità della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. A tale monitoraggio il sottoscritto contribuisce in qualità di volontario.

Il torrente Torre, assieme ai suoi affluenti Natisone e Judrio, costituisce un eccezionale corridoio ecologico che attraversa la pianura friulana orientale, utilizzato anche delle specie terrestri più esigenti.

La foto-trappola era posizionata in cima all’argine destro, in corrispondenza di un passaggio che permette agli animali di risalire dal letto del torrente. La notte del 10 agosto 2020, alle ore 2:42, l’apparecchio registrava un unico filmato in cui è ben visibile un esemplare di cane procione.

Nello stesso punto erano già state registrate cinque altre specie di carnivori: lo sciacallo dorato, appunto, ma anche il gatto selvatico, la volpe rossa, il tasso e la faina.

L’assenza di catture di cane procione nei cinque mesi successivi nell’intera area monitorata fa supporre che l’animale ripreso fosse in dispersione, ma la specie è talmente eclettica da non poter escludere la presenza di realtà riproduttive.

Nel 2005 il cane procione era già stato segnalato nella Riserva di Caccia di Socchieve (Udine) tramite una fotografia notturna, tuttavia tale dato non è mai stato confermato. La ripresa del Torre rappresenta perciò il primo dato di categoria C1 (secondo i criteri “SCALP”) per il Friuli-Venezia Giulia.

Per il resto d’Italia, gli unici dati certi per la specie sono i seguenti:

  1. due reperti provenienti dal comune di San Pietro di Cadore (Belluno, Veneto), riferiti ad abbattimenti avvenuti nel 2011 durante una battuta di caccia alla volpe;
  2. una femmina investita sulla superstrada Merano-Bolzano nel comune di Gargazzone (Bolzano, Trentino-Alto Adige) nel giugno del 2016.

Il cane procione è un canide di taglia medio-piccola dalle abitudini elusive, naturalmente distribuito nella Siberia orientale, in Cina, Vietnam settentrionale, Corea, Indocina nord-orientale e in Giappone. Fu rilasciato tra gli anni ‘20 e ‘50 del secolo scorso in varie zone della Russia e dei Paesi Baltici, dov’era allevato in cattività come animale da pelliccia, allo scopo di costituire popolazioni selvatiche da cui attingere per l’industria conciaria. Questi rilasci (più di 9000 individui della sottospecie ussuriensis Matchie, 1908), hanno dato origine a popolazioni stabili in forte espansione in Europa.

Il cane procione è legato ad ambienti umidi come paludi e alvei fluviali e si nutre di qualsiasi fonte di cibo localmente disponibile a seconda della stagione, ma può specializzarsi nella predazione di anfibi. In Europa è generalmente considerato invasivo e dannoso per la biodiversità. Essendo l’unico canide che cade in letargo, può localmente modificare l’epidemiologia dell’infezione da rabbia silvestre in modi non ancora chiari.

In Italia la specie non è protetta dalla legge, ma non essendo inclusa nella lista delle specie oggetto di prelievo non può essere abbattuta senza apposite disposizioni delle autorità competenti.

Coppia di sciacalli ripresa nello stesso punto, con femmina che presenta mammelle da lattazione

Ringraziamenti

Un particolare ringraziamento va al Servizio Biodiversità della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia nella persona di Umberto Fattori e ai vari membri del Corpo Forestale Regionale impegnati nel monitoraggio dello sciacallo dorato e successivamente del cane procione: Ernesta Antoniutti, Marco Luca, Elisa De Belli, Giulia Lena, Walter Boschin (Stazione Forestale di Cervignano del Friuli), Roberta Zeleznik (Stazione Forestale di Duino) e Marco Pavanello (Stazione Forestale di Gorizia). Ringrazio anche Luca Lapini (Sezione Zoologica del Museo Friulano di Storia Naturale) per le preziose informazioni bibliografiche che ha prontamente condiviso. Infine mi è particolarmente gradito ringraziare Giacomo Cellini per aver dato spazio a questa breve nota su Fototrappolaggio Naturalistico.

Bibliografia

BL: Bon M., (a cura di), 2017. Nuovo Atlante dei mammiferi del Veneto. WBA Monographs 4: 292

Fattori U., Rucli A., Zanetti M. (a cura di), 2010. Grandi carnivori ed ungulati nell’area confi naria italo-slovena. Stato di conservazione. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, seconda edizione rivista, Udine: 1-80

Kauhala K. & Kowalczyk R., 2011. Invasion of the raccoon dog Nyctereutes procyonoides in Europe: History of colonization, features behind its success, and threats to native fauna. Current Zoology 57 (5): 584−598.

Lapini L., 2006. Il cane viverrino Nyctereutes procyonoides ussuriensis Matschie, 1908 in Italia: segnalazioni 1980 – 2005 (Mammalia: Carnivora: Canidae)

Articolo Gazzetta delle Valli.

Articoli Repubblica.it

Contatti dell’autore

Stefano Pecorella, Aiello del Friuli (UD)
E-mail: stefano_pecorella@hotmail.it
Associazione Therion Research Group

Per la citazione della presente nota si raccomanda la seguente dizione: Pecorella S., 2021. Primo dato certo di cane procione (Nyctereutes procyonoides Gray, 1834) in Friuli-Venezia Giulia (Italia). Link: www.fototrappolaggionaturalistico.it/primo-dato-certo-di-cane-procione/

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