Binomania, intervista a Piergiovanni Salimbeni

La storia di Piergiovanni Salimbeni

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Ciao Piergiovanni piacere di conoscerti, ti puoi presentare ai miei lettori?

Ciao Giacomo, certamente! Mi chiamo Piergiovanni Salimbeni, sono nato a Varese nel 1975, sono sposato, ho due figlie e abito in un piccolo paese nei pressi della Valganna. Mi sono laureato, anni or sono, presso l’Università Statale di Milano con una tesi riguardante “Radio Vaticana e i danni da inquinamento elettromagnetico” e sono iscritto all’ordine dei giornalisti della Lombardia. Attualmente mi dedico a tempo pieno al mio sito www.binomania.it che è dedicato a tutti gli amanti del Cielo e della Natura e collaboro con varie riviste del settore.

Nel tempo libero svolgo servizio di volontariato presso la Riserva Naturale Palude Brabbia come Guardia Ecologica (G.E.V. Lombardia) e mi dedico alla fotografia naturalistica e di paesaggio. Evitando di citare molte altre passioni, presumo che tu abbia capito che ho una moglie molto, molto paziente.

Su Binomania ci sono circa settecento articoli riguardanti recensioni di binocoli, telescopi terrestri, astronomici, visori notturni, termici e altro ancora. Insomma è un sito dedicato agli amanti dell’ottica astronomica, naturalistica e fotografica anche se non disdegno articoli prettamente divulgativi relativi al birdwatching, al digiscoping, alla natura e l’astronomia in generale.

Binomania, intervista a Piergiovanni Salimbeni

Come mai questa grande passione per i binocoli e perché hai fondato Binomania?

La mia passione è iniziata da bambino, grazie a mia nonna. Lei possedeva ancora il binocolo nautico Zeiss di suo padre. All’epoca nella mia valle c’era poco inquinamento luminoso e spesso salivo in terrazzo per osservare il cielo stellato. Del resto, la mia passione per la divulgazione è nata abbastanza presto: era il 1997 ed ero ancora iscritto all’Università. Iniziai a collaborare con una nota rivista di astronomia “Nuovo Orione”.

All’epoca ero appassionato di osservazioni lunari e geologia e con il collega Raffaello Lena scrivemmo nel 2001 il libro “Osservare la Luna”. Per anni collaborai con il Gelogical Lunar Researches Group come coordinatore nazionale. Nel 2002 iniziai a lavorare con il mensile “Le Stelle” diretto da Margherita Hack dove mi dedicavo alle recensioni di telescopi e accessori astronomici. Tuttavia la mia passione per i binocoli era sempre viva…

Per questo motivo, non avendo molto spazio sul cartaceo, creai binomania.it nel 2006, sfruttando positivamente il periodo in cui rimasi immobilizzato a letto per un incidente con la mountain bike. Per accontentare i lettori più giovani, ho aperto da qualche mese, anche un canale YouTube dove ogni venerdì sera alle ore 20, presento una recensione su prodotti di vario genere.

Binomania, intervista a Piergiovanni Salimbeni

Pensi che sia utile il binocolo per l’appassionato di fototrappolaggio?

Penso proprio di sì! Seppur non sia la mia passione principale, ho iniziato a usare le fototrappole circa otto anni e ricordo di essere sempre uscito con il binocolo durante la fase di installazione. Chi fa fototrappolaggio è un grande appassionato di Natura e ritengo che possedere un binocolo sia essenziale. Io uso spesso binocoli molto luminosi con basso ingrandimento, per cercare le piste degli animali anche a distanza, oppure per evitare di spostarmi molto e per non lasciare in giro il mio odore.

Spesso se trovo qualche traccia mi fermo ed esploro con il binocolo i dintorni per verificare se si tratta di una buona posizione. In linea di massima, per questo genere di osservazioni sono utili i binocoli 8×42. Per chi invece volesse studiare gli animali a distanza, ad esempio dalle alture, potrebbe andare bene un binocolo stabilizzato, oppure un 15×56 con cavalletto o il classico spotting scope.

Binomania, intervista a Piergiovanni Salimbeni

Ho visto che utilizzi anche dei binocoli giganteschi, sono prodotti prettamente astronomici?

I binocoli astronomici sono nipoti dei binocoli angolati progettati durante la Seconda Guerra Mondiale per la sorveglianza terrestre e marina. Io ho iniziato a usare i binocoli giganti alla fine del 1990 per guardare il cielo, ma con l’arrivo dei nuovi binocoli dotati di ottiche apocromatiche, ritengo sia un vero piacere osservare di giorno a lunghissima distanza gli animali, rapaci compresi.

Nella tua zona presumo che ti divertiresti molto e riusciresti a seguire i tuoi amici “lupi” da una parte all’altra della vallata. Ci sono, come nel caso delle fototrappole, prodotti per tutti i gusti e prezzi.

Invece mi puoi dire qualcosa sulla tecnica del digiscoping?

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Certamente, in sintesi è un tipo di fotografia a lunga distanza che si pratica collegando la propria macchina fotografica all’oculare di un telescopio terrestre. Con questa tecnica è possibile riprendere gli animali a lunga distanza senza disturbarli. Secondo me si sposa bene con il fototrappolaggio dove l’esigenza primaria non è ottenere una foto “da manuale” ma comprendere le abitudini dei “selvatici”.

So che molti professionisti utilizzano questa tecnica per riprendere i lupi e gli orsi da lunga distanza. Personalmente la uso per le osservazioni dei rapaci e mi avvalgo di un telescopio terrestre di altissima qualità e di una mirrorless micro 4/3 che reputo perfetta per il suo giusto compromesso tra qualità e compattezza. Esiste poi il “phonescoping” che si attua collegando gli smartphone agli oculari dei binocoli.

Parliamo invece di visori notturni e termici. Ho visto che su binomania.it hai presentato varie recensioni. Potresti dirci cosa ne pensi?

Binomania, intervista a Piergiovanni Salimbeni

Penso che per anni questi prodotti siano stati associati unicamente al settore venatorio, in realtà li ritengo indispensabili anche nella ricerca naturalistica sia professionale che amatoriale. In Germania, Zeiss, ad esempio, ha iniziato a collaborare con alcuni ornitologi che stanno studiando i gufi reali con il visore termico. Ti invio un paio di immagini di mufloni ottenute proprio con questo visore termico. Io li uso spesso per osservare la fauna di notte da postazioni strategiche e senza disturbarli.

La differenza rispetto al fototrappolaggio, oltre al prezzo ben superiore, è che l’uso di questi sistemi prevede per forza la presenza sul campo. Se dovessi decidere se osservare con un termico o con un visore notturno, opterei per il secondo, dato che le immagini sono più naturali rispetto a quelle che mostrano “il calore” prodotto dall’esemplare osservato.
C’è da dire, però, che con i nuovi termici si possono fare cose impensabili, come percepire animali dietro al fogliame o scovare cervi in mezzo agli alberi spogli anche a 2000 metri di distanza.

Se tu e i tuoi lettori voleste iniziare a osservare anche gli animali di notte, ti potrei consigliare un discreto visore notturno con una “ottima” torcia IR, spesso questo kit è più performante rispetto a un visore termico notturno “non potenziato” con l’accessorio opzionale.

Binomania, intervista a Piergiovanni Salimbeni

In definitiva se dovessi convincere i miei lettori a comprare un binocolo, cosa diresti?

Senza citare i motti di molte aziende del settore, potrei confermare che con un binocolo potranno potenziare la loro vista e osservare dettagli o scene invisibili a occhio nudo. Mi stupisco spesso, girando per le oasi naturalistiche, come molti appassionati abbiamo teleobiettivi costosi ma neppure un semplice ed economico binocolo. Se lo acquistassero potrebbero accorgersi che c’è molto movimento..là fuori, che raramente è alla portata dei loro “400mm” o “500m”. Per chi fa fototrappolaggio è essenziale esplorare la zona prescelta e cosa c’è di meglio se non un binocolo?

Consiglio a tutti di seguire il magazine online di Piergiovanni Salimbeni dove troverete tantissime recensioni e approfondimenti utili per chi vuole appassionarsi di binocoli, astronomia e fotografia.

Grazie per l’attenzione e buon fototrappolaggio!

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