Sfatiamo i 5 miti sul fototrappolaggio

Sfatiamo i 5 miti sul fototrappolaggio

Con questo articolo andiamo a sfatare i 5 miti sul fototrappolaggio e sulle fototrappole. Si tratta di domande che molto spesso ci vengono rivolte quando si inizia a fare fototrappolaggio e molto spesso sono la causa di acquisti errati di fotocamere.

Questi miti sono causati molto spesso da errate descrizioni di fototrappole in vendita su Amazon. Vediamoli uno per uno e sfatiamoli insieme.

Mito n. 1: più megapixel = immagini migliori

In parole semplici: no!

Questo è di gran lunga l’errore più comune nell’acquisto di una fototrappola. Il numero di megapixel incide solo in parte nella qualità della foto, anche perché la maggior parte delle fotocamere sfrutta l’interpolazione dei sensori fotografici.

L’interpolazione si verifica quando la risoluzione nativa di un dispositivo fotografico viene migliorata tramite software in una risoluzione più elevata. Per fare questo, il software crea nuovi pixel attribuendo loro valori stimati di colore e luminosità, valutando i pixel che li circondano.

E’ importante comprendere che la risoluzione interpolata non aggiunge alcuna nuova informazione all’immagine, semplicemente aggiunge pixel e rende il file più grande.

L’unico vantaggio è che più pixel sono presenti sull’immagine, più puoi teoricamente ingrandire l’immagine e vedere i dettagli. Inoltre, maggiore è il numero di punti sull’immagine, più nitida e chiara diventa l’immagine.

So di deluderti ma, la maggior parte delle fototrappole sul mercato, in particolari le cinesi low cost in vendita su Amazon, ha un sensore CMOS di soli 5 MP.

Uno svantaggio è che la dimensione del file interpolato è esponenzialmente maggiore e quindi consuma grandi quantità di spazio di archiviazione nelle SD.

Perché le aziende lo fanno? Perché è un espediente pubblicitario che ha ingannato molti acquirenti, tra questi anche il sottoscritto! Quindi come fai a sapere se una fototrappola scatta buone foto o no?

È necessario guardare le foto scattate da ciascuna telecamera e leggere le recensioni che trovi in questo sito. Verifica sempre anche l’effettivo numero di megapixel del sensore della macchina nella descrizione del prodotto!

Mito n. 2: le pile ricaricabili Nimh sono perfette

La maggior parte delle fototrappole ha bisogno di almeno 6V per funzionare, in particolare di notte hanno bisogno di tutta l’energia possibile per far funzionare i led senza cedimenti. Le batterie Nimh, rispetto alle classiche alcaline, hanno un voltaggio minore che si aggira attorno ai 1,2/1,3 V nella massima carica.

Anche le famosissime e costose Eneloop non superano i 1,5 V.

Questo voltaggio può andare bene nei primi giorni, poi, in particolare in concomitanza con temperature basse, ti accorgerai che la tua fototrappola registra video notturni di pochi secondi. Il livello di tensione e la capacità complessiva delle batteria ricaricabili diminuiscono con ogni foto successiva, quindi se non le cambi ogni settimana, difficilmente avrai video di notte costanti e di qualità accettabile.

Dopo un po’ che vengono utilizzate producono un graduale declino dell’illuminazione del flash con ogni nuova foto che diventa più scura dell’ultima. La stessa cosa succede per i video. Ciò è particolarmente evidente durante i mesi autunnali e invernali, quando le proprietà chimiche delle pile Nimh vengono drasticamente ridotte dalle basse temperature.

Con una semplice moltiplicazione (1,2 v x 4 pile –> 4,8 V) puoi capire il motivo per il quale le pile Nimh non sono ideali per il fototrappolaggio. Considera che le nuove fototrappole in commercio hanno sempre più led per migliorare i video e le foto notturne, proprio per questo, hanno bisogno sempre di più di una fonte di alimentazione potente e costante.

Per prestazioni e qualità delle immagini o dei video più costanti, è consigliato usare batterie al litio o batterie esterne da 6V. Qui trovi un articolo più dettagliato sulle batterie perfette per il fototrappolaggio.

Mito n. 3: senza i led invisibili non riprenderai nulla

Esistono in commercio vari tipi di led, quelli totalmente invisibili (940 NM) e quelli a infrarosso visibile (850 NM), tra questi poi ci sono varie differenze in base alla qualità e alla copertura nella quale vengono inseriti.

Gli animali selvatici non vengono disturbati solo dai led visibili, molto spesso si accorgono della presenza della fototrappola a causa del nostro odore impresso sopra, oppure a causa di rumori improvvisi che provengono proprio dalla fotocamera. Questa ultimo aspetto capita spesso nel caso di batterie scariche.

È importante sottolineare questo aspetto, nella maggior parte dei casi l’animale selvatico è proprio spaventato dall’odore che lasciamo sull’albero, dove abbiamo posizionato la fototrappola. Noi non ce ne rendiamo naturalmente conto, ma cercare la posizione e l’angolatura giusta ci fa imprimere il nostro odore e le nostre tracce sul terreno circostante.

Un consiglio che posso darvi è quello di ridurre al minimo le visite alla fototrappola, utilizzando magari SD card da 32 o 64 GB e batterie esterne in contemporanea alle 8 pile AA interne.

Mito n. 4: il trigger time

Altro aspetto molto importante sul quale basiamo l’acquisto di una fototrappola è il trigger time, cioè il tempo di innesco che la fotocamera digitale impiega per iniziare a registrare un video o scattare una foto dal momento in cui il sensore PIR ha individuato il movimento.

Molto spesso si trovano in particolare su Amazon fototrappole che vantano trigger time inferiori ai 3 decimi di secondo. E chiaro che trigger time dichiarati così bassi, in fototrappole con un prezzo d’acquisto inferiore ai 60 €, sono evidentemente farlocchi.

Di norma queste fototrappole hanno un tempo di innesco che varia dal secondo ai due secondi.

Le migliori fototrappole in commercio probabilmente sono le Browning Trail Camera, queste hanno un tempo di innesco che si aggira attorno al mezzo secondo. Trigger time inferiori sono praticamente impossibili. Forse solo le Reconyx, che scattano però solo foto, hanno tempi di innesco inferiori.

Quindi non possiamo aspettarci da fototrappole che costano poche decine di euro di essere super performanti.

Mito n. 5: le fototrappole con il 4G sono le migliori

Nella realtà si tratta di fototrappole molto complesse da impostare, ognuna ha un sistema differente con il quale invia foto e video, e molto spesso, hanno limitazioni molto stringenti riguardanti proprio l’invio.

Alcune inviano solo foto in bassa e media risoluzione, altre inviano solo video in bassa risoluzione.

Fondamentalmente le classiche fototrappole stand alone sono molto semplici da impostare e configurare. Inoltre hanno il vantaggio che possono essere utilizzate ovunque, mentre le fototrappole con il 3/4G possono essere utilizzate solo nelle zone dove c’è rete.

Inoltre le fototrappole con il 3/4G hanno un costo che di norma è il doppio o il triplo rispetto una fototrappola stand alone, oltre ad avere l’evidente costo della schedina SIM dati.

E sappiamo bene che posizioniamo le fototrappole in luoghi sperduti in mezzo ai boschi.

Ecco quindi abbiamo sfatato insieme i 5 miti sul fototrappolaggio, in questo modo avrai maggiori informazioni sull’acquisto della prima, seconda e magari terza fototrappola!

Grazie per la lettura e buon fototrappolaggio

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