Consigli sul fototrappolaggio responsabile

Consigli sul fototrappolaggio responsabile

Il fototrappolaggio in questi ultimi anni è semplicemente esploso: da un’attività di nicchia utilizzata solo ed esclusivamente da biologi e tecnici faunistici per lavoro, è diventato un fenomeno di massa.

Questa enorme diffusione è stata causata principalmente dall’avvento sul mercato di decine di fototrappole cinesi low cost e molto probabilmente da una riscoperta e da una maggiore attenzione a temi come l’ambiente, la natura e la fauna selvatica.

Sono infatti tantissimi gli amatori che si stanno approcciando a questa disciplina, a volte in maniera etica e a volte in maniera non proprio consona.

La gara a fare il pieno di like o a realizzare un video virale è purtroppo una brutta pratica dell’ecosistema dei social network, che non deve influenzare chi pratica il fototrappolaggio.

L’Italia si sta riscoprendo come un paese ricco di fauna selvatica, che sta piano piano diffondendosi anche fuori dai tanti enti parco nazionali. Molto spesso questi animali vivono a poche decine di metri dalle nostre abitazioni e diventa un piacere osservarli e ammirarli.

E per questo esiste questa disciplina: ammirare la bellezza e la complessità della natura e degli animali, riducendo al minimo il disturbo alle loro abitudini.

L’associazione onlus Canislupus Italia alcuni giorni fa ha pubblicato questo vademecum sul fototrappolaggio responsabile che facciamo nostro in toto.

Le fototrappole infatti sono strumenti indispensabili per la documentazione della fauna selvatica ma allo stesso tempo possono creare disturbo. Non sono un gioco.

Per questo, rispetta sempre queste 10 regole:

Vademecum sul fototrappolaggio responsabile a cura dell'associazione Canislupus Italia
  1. Contatta sempre i soggetti istituzionali che si occupano sul territorio di fauna selvatica (Regioni, Parchi, Università, Enti di ricerca, Enti di Vigilanza) per fare in modo che ci sia un coordinamento oculato nell’uso degli strumenti e che i dati raccolti siano utili alla comunità scientifica e alla vigilanza ambientale;
  2. Posiziona le video-fototrappole prendendo nota dell’ubicazione, impostazioni, data e specie riprese. Sono tutti dati che potrebbero essere utili per successive analisi;
  3. Ricorda che posizionare fototrappole implica l’autorizzazione del proprietario del fondo ed il rispetto della normativa sulla privacy;
  4. Non alterare il comportamento della fauna: l’uso di attrattivi (olfattivi od ormonali), esche alimentari, etc. non è consentito;
  5. Non alterare l’ambiente in cui sono utilizzate le video-fototrappole;
  6. Evita il posizionamento di video-fototrappole in siti o in stagioni riproduttive;
  7. Pubblica in rete foto e video di specie particolari e sensibili, solo con il consenso degli Enti preposti;
  8. Non indicare mai il sito preciso di ripresa di specie particolari e sensibili. L’indicazione precisa forniscila solo agli Enti preposti;
  9. Se diffondi video “sensibili” che possano destare paura, allarmismi, conflitti, o semplicemente generare fakes news, attraverso i socials (in particolare attraverso WhatsApp) apponi sempre una scritta con il nome dell’autore, data e località (di massima);
  10. Elimina subito tutti i files relativi a riprese di persone, trasmetti in maniera riservata alle Autorità competenti quelli che ritraggono persone che compiono reati.

Per ogni informazione scrivi a fototrappolaggionaturalistico@gmail.com. Grazie per la lettura e buon fototrappolaggio!

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