Storia Tommaso Nuti

La storia di Tommaso Nuti

Ciao Tommaso piacere di conoscerti e benvenuto! Iniziamo con le presentazioni:

Mi chiamo Tommaso Nuti, ho 43 anni e sono un fotografo naturalista per passione. Ho collaborato per diversi anni ad un progetto svolto nelle province di Firenze, Prato e Pistoia sulla specie lupo, monitorando il territorio del Chianti Fiorentino.

Da alcuni anni mi sono appassionato alla costruzione di trappole fotografiche con l’utilizzo di fotocamere Reflex e compatte digitali.

Da quanto tempo ti occupi di fototrappolaggio?

Ho comprato la mia prima fototrappola commerciale nel 2012 per osservare e studiare gli animali che popolavano i boschi vicino casa. Mi sono talmente appassionato a questa tecnica che non sono più riuscito a farne a meno.

Che cos’è il fototrappolaggio per te?

Il fototrappolaggio è una metodica che deve essere considerata innanzitutto come strumento di ricerca e per questo , per chi si avvicina a questo mondo è indispensabile approcciarvi non con intenzioni ludiche ma con preparazione e coscienza. Consiglierei di non improvvisare ma di essere seguiti da persone esperte perché anche se sembra una metodica non invasiva per l’osservazione della fauna, posizionamenti sbagliati con conseguente disturbo, possono creare danni seri.

Nel fototrappolaggio con reflex ho trovato i principi e tutte quelle emozioni per cui faccio fotografia naturalistica. Per avere dei risultati non esistono scorciatoie, ma prima di pensare alla scatto in se, occorre osservare e conoscere il territorio ma sopratutto studiare gli animali che lo abitano per non interferire nel normale svolgimento della loro attività quotidiane o peggio ancora mettere a rischio la loro incolumità. È un percorso lungo, difficile e spesso frustrante ma quando arrivano i risultati e con essi la consapevolezza di aver fatto le cose con criterio l’emozione è fortissima.

Tasso

Dove svolgi il fototrappolaggio?

Amo tutto il territorio del Chianti, ma sono particolarmente affezionato ai boschi di casa, nell’area della Val di Pesa.

Parlaci della zona dove posizioni le fototrappole. Che fauna è presente? La presenza umana è invasiva?

Le zona in cui opero è per lo più collinare, fino a non oltre i 700 m di altitudine. La fauna è costituita da un elevata presenza di ungulati (capriolo, cinghiale e daino). Numerosi anche i mustelidi come la puzzola e martora.

Martora

Dato l’alta disponibilità trofica anche il lupo è ben presente.

Lupi

Essendo un ambiente abbastanza antropizzato la presenza umana nei boschi è continua per quasi tutto l’anno (caccia, raccolta funghi, asparagi, tartufi) e quindi non poche sono state le difficoltà in passato durante il progetto di monitoraggio del lupo e tuttora con il posizionamento di apparecchiature costose come i sistemi reflex.

Quali fototrappole hai usato e quale consigli?

Ne possiedo e ne ho provate diverse negli anni, dalla mitica Scoutguard Sg550 passando dalle Cuddeback Capture ed Ambush, Irplus, Boskon, Acorn fino alle ultime Bushnell e Browning.

Le Bushnell Aggressor Low Glow e le Browning Recon Force Advantage sono adesso le mie preferite, hanno un buon trigger ma sopratutto una qualità video sorprendente.

Come si crea una fototrappola partendo da una reflex o una vecchia fotocamera digitale?

Costruire un sistema reflex è più semplice di uno con fotocamera compatta perché quest’ultima necessita quasi sempre di una sorta di hackeraggio diverso per ogni modello. Per entrambe abbiamo bisogno di un case protettivo di misure idonee per contenere la nostra fotocamera e l’obiettivo (ottime sono le custodie Pelican) e il sensore da collegare via cavo che può essere di tipo PIR o una barriera ad infrarossi.

Sia per le mie reflex Canon che per le compatte utilizzo dei flash esterni. Per le reflex i miei flash preferiti sono i Nikon sb28 che hanno una sorta di standby che riesce a far durare le batterie anche 2 mesi. Per le compatte Sony s600 (“solo” 5 megapixel ma con un buonissimo dettaglio grazie alle ottime lenti Zeiss) ho addirittura smontato il flash incorporato per portarlo con un tubo snodato sopra la fotocamera ad un metro di altezza migliorando di molto l’illuminazione della scena. I Flash sb28 li collego alla fotocamera con dei trigger Camtraptions che hanno la capacità di “svegliare” i flash al primo colpo senza farmi perdere lo scatto.

Per preparare un set con reflex spesso ci metto anche due ore.

Qual’è l’animale che è stato più difficile da riprendere?

Un animale presente nella mia zona, molto elusivo e assai difficile da studiare e riprendere per molti compreso me è stata la puzzola, ho avuto molte difficoltà con questo mustelide. Con il sistema reflex le difficoltà raddoppiano per ogni specie perché le apparecchiature sono ben più ingombranti e visibili di una comune fototrappola commerciale e quindi aumenta la diffidenza del soggetto.

E quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Ogni foto scattata con la fototrappola reflex mi procura una forte emozione, qualsiasi specie sia. Lo scatto finale è l’ultimo step di un processo ben più lungo, iniziato con lo studio basato sulla conoscenza dei soggetti e del territorio, quindi tantissima è la soddisfazione quando nella scheda mi ritrovo l’immagine che speravo.

Istrice

Raccontaci delle storie o spiegaci dei video che hai fatto e che trovi interessante!

Riprese che ritengo molto particolari adesso non mi vengono in mente. Tempo fa cercai di raccontare con due piccoli montaggi la vita nei miei boschi dietro casa. Il primo video mostra la fauna che si raccoglie intorno ad una piccola pozza, creata con mia figlia con un semplice telo da laghetto.

Il secondo video è la storia di un sentiero e degli animali che ogni giorno lo percorrono.

Il video e la foto più emozionante che hai ripreso?

Ricordo una forte emozione quando agli inizi del 2013 ripresi i miei primi lupi nel Chianti e per di più nel bosco di casa. Abito vicino ad un pastore e in quei mesi ci furono parecchie predazioni. Ancora non si parlava di lupo ma si pensava fosse stato l’attacco dei cani di una vicina fattoria.

Mi ricordo che saltai dalla sedia quando nel video comparve sotto la pioggia un lupo di schiena ed un altro più lontano in avvicinamento al recinto delle pecore. Tra le foto a cui sono più legato emotivamente vi è sicuramente quella che ho scattato di recente e che ritrae tre lupi e la mia casa illuminata sullo sfondo.

Grazie mille Tommaso per questa bellissima intervista e per aver condiviso le tue bellissime foto e i tuoi stupendi video. Potete seguire Tommaso nel suo canale Instagram e profilo Facebook.

Buon fototrappolaggio!

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