Cucciolo Sciacallo Dorato

Prima documentazione di riproduzione multipla all’interno di un gruppo di sciacalli dorati (Canis aureus) nella Riserva Naturale Foce dell’Isonzo (Friuli Venezia Giulia)

Indice dell'articolo

Autori: Stefano Pecorella, Matteo De Luca

Sull’onda degli incoraggianti risultati ottenuti nel 2021 monitorando un numero esiguo di tane potenzialmente idonee per lo sciacallo dorato nella pianura friulana, nel 2022 abbiamo costituito un gruppo di ricerca con l’obbiettivo di ampliare gli sforzi in questa direzione e approfondire aspetti ancora poco conosciuti della biologia riproduttiva e del comportamento sociale di questo canide ad ampia diffusione.

La maggior parte degli studi disponibili su questi argomenti sono datati e si riferiscono al lupo africano (Canis lupaster), un canide di aspetto simile allo sciacallo dorato ampiamente diffuso nell’Africa settentrionale, orientale e occidentale. Fino all’inizio del XXI secolo lupo africano e sciacallo dorato erano infatti considerati conspecifici, ma recenti studi hanno sancito che si tratta di specie distinte, sulla base di caratteri morfologici, genetici e biogeografici, sebbene esista la possibilità di incrocio dove gli areali di questi due canidi si incontrano. Significativo anche che per la prima volta il lupo africano sia stato classificato separatamente rispetto allo sciacallo dorato nella Lista Rossa IUCN delle Specie Minacciate (QUI la scheda). Questa evoluzione delle conoscenze ha imposto una revisione critica della bibliografia scientifica sullo sciacallo dorato, che ha evidenziato carenze conoscitive in diversi campi di studio, soprattutto nell’ecologia comportamentale e nella biologia riproduttiva.

Lo sciacallo dorato è inserito nell’Allegato V della Direttiva Habitat, il che significa che i paesi membri dell’UE possono attuare misure di controllo solo sulla base di piani di monitoraggio, al fine di garantire il mantenimento uno Stato di Conservazione Favorevole. Ciononostante, i piani di gestione vengono spesso elaborati senza disporre di dati specifici sulle densità locali, con quote di abbattimento che in alcuni casi arrivano a superare il 90–100% della popolazione stimata (es. Romania), mentre i parametri riproduttivi non sono compresi a fondo e mancano conoscenze sulla capacità di adattamento della specie alle campagne di caccia intensive, come quelle attualmente condotte su alcune popolazioni europee.

L’obbiettivo del nostro progetto di studio, ancora in corso, è quello di indagare la biologia riproduttiva e le dinamiche sociali dello sciacallo dorato nel sito di tana in un’area dove la specie è totalmente protetta, come elemento chiave nella definizione di politiche di controllo o di misure di conservazione, in una prospettiva di ecologia applicata che dovrebbe essere alla base delle scelte gestionali.

La nostra area di studio ricade nella porzione orientale della pianura veneto-friulana, lungo il bacino idrografico del fiume Isonzo. Si tratta di un’area densamente popolata a bassa altitudine, dove la specie vive a bassa densità (da noi calcolata in 0.53–0.65 gruppi / 10 km2 attraverso un’indagine preliminare) nei lembi di bosco golenale e nelle macchie del fiume Isonzo e del suo affluente Torre.

Complessivamente, durante le stagioni riproduttive 2021 e 2022 abbiamo investigato con le foto-trappole 24 tane ritenute potenzialmente idonee per la specie, nella maggior parte dei casi scavate dal tasso e successivamente abbandonate, o comunque utilizzate dal mustelide in modo secondario. In 12 di queste tane le foto-trappole hanno ripreso uno o più sciacalli, spesso solo di passaggio, talvolta intenti ad ispezionare, marcare o modificare il sito.

Nel 2021 una delle tane monitorate, situata nelle golene del torrente Torre, era stata occupata da una coppia di sciacalli con tre cuccioli, consentendo di raccogliere le prime osservazioni sul comportamento sociale della specie, che hanno mostrato uno stretto legame all’interno della coppia riproduttiva, con un ruolo particolarmente attivo del maschio nell’assistenza alla femmina in allattamento e nelle cure parentali ai nuovi nati (QUI un articolo sull’argomento). L’anno successivo questa coppia ha selezionato un altro sito a noi sconosciuto, dando alla luce sette cuccioli che sono stati ripresi dalle nostre foto-trappole intorno ai due mesi di età, una volta abbandonata la tana e condotti dai genitori nell’area di rendez-vous.

Nell’aprile del 2022 una tana situata all’interno della Riserva Naturale Foce dell’Isonzo è stata occupata da un gruppo composto da tre esemplari adulti: la coppia territoriale e una seconda femmina. Le registrazioni della foto-trappola durante l’occupazione del sito da parte degli sciacalli (1814 file video, corrispondenti ad oltre 15 ore di filmati) ci hanno consentito di seguire tutte le fasi del periodo riproduttivo.

Il 9 aprile una prima femmina con evidenti mammelle da lattazione ha trasportato otto cuccioli neonati all’interno della tana, della quale aveva allargato leggermente l’ingresso durante una serie di visite avvenute nelle settimane precedenti. La nascita di questa cucciolata è avvenuta in un periodo compreso tra questo giorno e il 4 aprile (ultima ripresa della femmina gravida), in un sito a noi sconosciuto. La prima uscita indipendente dalla tana di un cucciolo è stata registrata il 26 aprile, mentre l’intera cucciolata è stata ripresa per la prima volta all’esterno della tana il 9 maggio.

Il giorno successivo all’occupazione del sito da parte dalla coppia, una seconda femmina è stata ripresa per la prima volta, mentre entrava all’interno della tana assieme alla femmina in allattamento. La presenza di individui legati alla coppia riproduttiva durante il periodo di allevamento della prole è un fatto comune nelle unità sociali dei canidi. Si tratta di soggetti che rinunciano all’accoppiamento e assistono la coppia nella fase di allevamento dei cuccioli, fornendo quelle che vengono definite cure “allo-parentali”. Questo ruolo è in genere ricoperto da giovani femmine filopatriche (che tendono cioè a rimanere nell’area dove sono nate), figlie della femmina riproduttiva.

Fino a qui nulla di anomalo, dunque. Tuttavia verso la fine di aprile la femmina helper ha iniziato ad apparire piuttosto gonfia sul ventre, destando dei sospetti sul fatto che fosse gravida. Questi sospetti hanno trovato fondamento quando è stata ripresa mentre allattava i cuccioli della prima femmina all’esterno della tana, segno inequivocabile che pure lei aveva partorito, in un periodo compreso tra il 29 aprile (ultima ripresa gravida) e il 2 maggio (prima ripresa in allattamento). Da questo momento in avanti, le due femmine sono risultate facilmente riconoscibili anche grazie al numero diverso di mammelle da lattazione visibili sull’addome, oltre che per le relazioni diverse con il maschio.

Il maschio, infatti, ha tenuto comportamenti di minaccia e aggressione nei confronti della femmina helper durante la maggior parte dei loro incontri nei pressi della tana, mentre si è sempre mostrato premuroso nei confronti della compagna, provvedendo al suo nutrimento mentre essa era impegnata nell’allattamento dei cuccioli, in linea con quanto osservato nella coppia seguita nel 2021. Le due femmine, invece, non hanno mai fatto registrare interazioni aggressive tra loro e hanno collaborato armoniosamente nell’allevamento della prima cucciolata, allattandola insieme per tutto il periodo di occupazione del sito, durato complessivamente 49 giorni.

Il 20 maggio un totale di quattro cuccioli neonati e ancora inetti sono stati trasportati fuori dalla tana dalla prima femmina e spostati in un sito sconosciuto. Il giorno successivo almeno uno di questi cuccioli neonati è stato riportato all’interno della tana dalla femmina helper, dove è rimasto almeno fino al 24 maggio. La ripresa di una seconda cucciolata nata in tempi differenti rispetto alla prima dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che all’interno del gruppo sociale si sono riprodotte entrambe le femmine.

Alcune interruzioni di funzionamento della foto-trappola, dovute alla saturazione della scheda di memoria, non ci hanno permesso di ricostruire con precisione gli spostamenti della seconda cucciolata, che comunque sembra non aver superato le prime fasi di vita, forse morendo in tana. Per un breve periodo questo gruppo di sciacalli è stato comunque costituito da 15 animali: i tre adulti e due cucciolate di età diversa composte da 8 e 4 piccoli, che hanno convissuto all’interno della stessa tana. Le cause di morte della seconda cucciolata non sono note, ma nelle poche riprese disponibili i quattro cuccioli appaiono debilitati e piuttosto piccoli rispetto al periodo della loro nascita. Considerata l’aggressività del maschio nei confronti della femmina helper, la poliginia (accoppiamento di un maschio con più femmine) è uno scenario che tendiamo ad escludere, propendendo piuttosto per un accoppiamento con un maschio estraneo al gruppo sociale precedente alla sua ricongiunzione con la coppia.

La riproduzione di femmine diverse all’interno della stessa unità sociale, citata nella letteratura grigia e scientifica per alcune specie del genere Vulpes come casi di poliginia, è un fatto completamente inedito per lo sciacallo dorato, che non viene menzionato nella bibliografia sulla specie, e rappresenta perciò un’osservazione rara e di grande interesse scientifico, che apre nuovi scenari e solleva interrogativi sulla biologia riproduttiva di questo animale.

La nostra scoperta è stata recentemente presentata con una comunicazione orale al terzo simposio internazionale sullo sciacallo dorato (3rd International Jackal Symposium) tenutosi a Gödöllő, in Ungheria, il 2–4 novembre 2022. Gli autori della comunicazione sono: Pecorella Stefano, De Luca Matteo, Fonda Federica, Viviano Andrea, Candelotto Marco, Candotto Silvano, Mori Emiliano e Banea Ovidiu. La presentazione è liberamente scaricabile in formato PDF dal sito Research Gate (QUI).

Tutti i video sono stati raccolti da Matteo De Luca (Riserva Naturale Foce Isonzo) e i più rilevanti sono stati assemblati in un video esplicativo, che mostra in ordine cronologico i momenti significativi che hanno portato alla documentazione della riproduzione multipla.

Ci teniamo a sottolineare che, nonostante operare sulle tane non sia mai privo di rischi, abbiamo adottato tutte le cautele possibili per non arrecare disturbo in questa fase delicata del ciclo biologico, e ci sentiamo di scoraggiare fortemente l’utilizzo di foto-trappole su tane senza motivate ragioni di indagine scientifica.

La tutela legale concessa allo sciacallo dorato in Italia con il suo inserimento tra le specie particolarmente protette (L.N. 157/92), insieme al risarcimento economico dei danni al bestiame imputati alla specie al pari dei grandi carnivori previsto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, sono considerati da diversi studiosi europei un modello di gestione; l’Italia rappresenta, perciò, un osservatorio d’elezione per studiare dinamiche chiave di bio-ecologia in un’area dove la specie non è sottoposta a prelievo venatorio.

CONTATTI

Stefano Pecorella, Associazione Therion Research Group

E-mail: stefano_pecorella@hotmail.it

Matteo De Luca, Riserva Naturale Foce dell’Isonzo

E-mail: info@for-nature.it

Per la citazione del presente articolo si raccomanda la seguente dizione: Pecorella S. & De Luca M. (2022). Prima documentazione di riproduzione multipla all’interno di un gruppo di sciacalli dorati (Canis aureus) nella Riserva Naturale Foce dell’Isonzo (Friuli Venezia Giulia). Fototrappolaggio Naturalistico, Novembre 2022. Link.

Condividilo sui social

Ti potrebbe interessare:

Rimani in contatto