Primi passi nel fototrappolaggio naturalistico

Primi passi nel fototrappolaggio naturalistico

Tabella dei Contenuti

Hai comprato una fototrappola e non vedi l’ora di iniziare ad usarla? Andiamo per gradi. Per prima cosa, mi raccomando:

  1. Evita di posizionare la fototrappola di fronte a nidi e tane. Bisogna rispettare la privacy dei selvatici.
  2. Evita di mettere davanti alla fototrappola cibo o esche alimentari e olfattive.
  3. Richiedi sempre il permesso al proprietario del terreno e alle forze di pubblica sicurezza (guardie forestali e carabinieri). Se sei in un Parco anche dell’ente che lo gestisce!

Dove posizionare la fototrappola

A questo punto sei di fronte ad una scelta: scegliere una zona che vuoi monitorare oppure la fauna che vuoi riprendere. Nel primo caso inizia a percorrere in lungo e in largo la zona che vuoi monitorare senza spaventare la fauna esistente. Fallo di giorno, magari il giorno dopo ad una leggera nevicata o ad una bella pioggia. Studia le orme e i cosiddetti sentieri degli animali. Ricordati che ogni giorno gli animali devono bere e mangiare quindi molto spesso dovranno scendere verso i vari torrenti e fiumi di montagna.

Una volta trovati i sentieri e le piccole radure possibilmente in piano, inizia a posizionare la fototrappola a 50/100 cm dal suolo, attaccata ad un albero. Verifica che non abbia rami e foglie che possano farla scattare a vuoto.

Evita che il sole colpisca il sensore infrarosso, se non vuoi riempire la scheda sd con foto e video senza animali. Preferibilmente posizionala verso Nord.

Come piazzare la fototrappola

Monta la fototrappola all’albero utilizzando la cinghia in dotazione o il supporto a vite se presente.

Tieni in considerazione la distanza di rilevamento del sensore, l’angolo di campo dell’obiettivo e la massima distanza dei led infrarossi o del flash. Fai tutte le prove che vuoi camminando a fianco e davanti alla fototrappola.

Mi raccomando cerca di lasciare l’ambiente come lo hai trovato. Siamo ospiti in montagna e bisogna rispettarla sempre e comunque. Considera che i selvatici sapranno del tuo passaggio dall’odore, quindi meno modifiche e meno tempo impieghi a montarla e più possibilità avrai di riprenderli.

Usa eventualmente un cavetto in acciaio e un lucchetto e se ce l’hai la cassetta di sicurezza antifurto. Ultima cosa rilevare le coordinate GPS del sito per non rischiare di ricordare più dove l’hai posizionata.

Impostala e attivala. Poi ritorna alcuni giorni o settimane dopo per vedere cosa hai ripreso. Ci vuole tempo e perseveranza per ottenere i primi risultati, non abbatterti se le prime volte troverai la scheda sd vuota. E’ capitato e capita a tutti.

Se vuoi immortalare un animale preciso è fondamentale avere delle nozioni base di ecologia su di esso e sulla sua presenza in quel territorio.

Uno dei momenti più interessanti dell’anno è sicuramente il periodo estivo, ma molto dipende dai singoli animali. Per i cervi e daini il momento più emozionante è il periodo dei bramiti, dove perdono molti freni inibitori e diventa molto facile riprenderli.

Pur essendo le fototrappole strumenti non particolarmente invasivi, va assolutamente evitato il loro piazzamento ovunque si rischi di creare anche il minimo disturbo alle normali attività della fauna selvatica. In particolare, vanno evitati i siti in prossimità di nidi e tane.

Delle buone localizzazioni sono, ad esempio, sentieri, piccole radure e pozze d’acqua.

Le impostazioni che puoi usare foto e/o video e la durata di quest’ultimo dipendono molto da te. Io personalmente preferisco fare solo video di 30 secondi. Il mio consiglio è sperimentare. Sicuramente il video ti permette di godere appieno la complessità della vita e dei comportamenti dei selvatici.

Limitazioni sul fototrappolaggio

In accordo con proprietari del terreno e le forze dell’ordine segnala la fototrappola con cartelli ad hoc, ma attenzione a non essere troppo visibile, i furti sono purtroppo un evento molto comune!

Ti consiglio di leggere questa guida sul fototrappolaggio etico e responsabile.

Sempre a seconda del modello di fototrappola scelto, delle batterie della capienza della sd e della zona prescelta è importante controllare periodicamente lo stato della fototrappola. Anche qui dipende da molti fattori. Io uso sd da 32 gb e batterie AA al litio quindi posso lasciare le fototrappole anche uno o due mesi nel bosco. La curiosità inizialmente ti farà andare ogni settimana a controllarle, considera che così lascerai tante tracce e odori del tuo passaggio. Se vuoi riprendere lupi o altri animali molto elusivi è meglio ridurre al minino le visite.

Durante tali visite di controllo è importante portare sempre con sé una scheda di memoria vuota e un set di batterie cariche, in modo da sostituire il tutto qualora la scheda della fototrappola sia già satura e/o le batterie scariche o prossime ad esaurirsi.

Leggi i consigli su quali batterie o pile usare per le tue fototrappole.

Leggi i consigli su quali sd o schede di memoria acquistare per le tue fototrappole.

Grazie per la lettura e buon fototrappolaggio!

Condividilo sui social

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Ti potrebbe interessare:

Rimani in contatto