La ragazza dei lupi. storia di Mia Canestrini

“La Ragazza dei Lupi” di Mia Canestrini

Mi chiamo Mia, ho 36 anni e faccio la “lupologa”.

Inizia così questo libro, o meglio inizia dalla fine, dal ricordo di tutti i lupi che Mia Canestrini ha visto, che ha fotografato, che ha studiato e che a volte ha anche salvato.

La Ragazza Dei Lupi

Amate il lupo, temete l’uomo.

Pubblicato da Mia Canestrini su Venerdì 19 aprile 2019

Dieci anni vissuti tra i monti, tra scarponcini da trekking, cerate, binocoli, camini fumanti, transetti ripidi, escrementi di lupo, zaini e libertà.

Amate il lupo e temete l’uomo” può sembrare una frase retorica, a tratti esagerata. Ma è sicuramente esaustiva nell’indagare e spiegare quella difficile coesistenza tra uomo e lupo.

Dai lupi ho imparato a resistere. Ma dai lupi ho imparato anche a piegare la testa quando è il momento di arrendersi.
Non ho mai visto un lupo non arrendersi e non accettare il suo destino quando era il momento di farlo, con la consapevolezza che non poteva fare altrimenti, che arrendersi, in quell’istante esatto della sua vita, né un istante prima, né un istante dopo, era l’unica via d’uscita possibile.
Dai lupi ho imparato che qualunque scelta, lottare, correre, scappare, attaccare, inseguire, mangiare, non mangiare, arrendersi, qualunque scelta indica un’unica condizione: essere liberi.

La libertà la respiri in ogni pagina di questo bellissimo libro. La scelta di Mia di abbandonare le comodità della vita cittadina cercando se stessa nei ripidi sentieri di montagna, ricorda la scelta istintiva dei giovani lupi che, un certo giorno, decidono di abbandonare il branco e andare in dispersione. Mollare tutto e ripartire per trovare se stessi.

Un vecchio articolo di un quotidiano locale recitava: “Dai video con Vasco Rossi ai lupi dell’Appennino”. Titolo a parte, il giornalista probabilmente si riferiva a questo: alla ricerca della libertà, come ad una sorta di richiamo della foresta.

Mia, come quei giovani lupi, un branco l’ha trovato, prima nel folto delle Foreste Casentinesi e poi nel Parco dell’Appennino Tosco Emiliano. Ed è un branco allargato che comprende decine di lupi. Dai famosi Ulisse e Achille a Valentino, a Lazzaro fino a tutti i lupi studiati e documentati, fino al vecchio saggio Wolf Male n.3.

Di strada Mia ne ha fatta in questi dieci anni per sentieri scoscesi e per le affollate strade di Bagno di Romagna, di Bologna o di Ligonchio, alla ricerca di se stessa e del suo branco.

“La ragazza dei Lupi” è un libro che parla di passione e dedizione per una causa. Che racconta dieci anni difficili che hanno trasformato l’autrice. Racconta di vittorie e sconfitte. Di lotte e furibonde litigate interiori. Ma anche di amore e naturalmente di libertà.

Li ho visti stupendi e sicuri, attraversare il prato, il mantello bagnato dalla pioggia, le orecchie all’indietro, infastiditi dal vento, li ho visti scappare, coda tra le gambe, li ho visti correre verso i loro cuccioli, rigurgitare la preda, scodinzolare ai fratelli, leccare il muso alla madre, li ho visti ringhiare di paura, li ho visti ringhiare sgomenti, li ho visti dormire, li ho visti in trappola convinti fosse la fine, li ho visti attoniti in un fosso, con le zampe o la schiena spezzate da un’auto, li ho visti avvelenati ma ancora vivi sbavare, ansimare, seduti in un bosco, li ho visti feriti dal fucile, li ho visti uccisi dal fucile, li ho visti attraverso l’obiettivo e li ho visti attraverso il satellite, li ho visti nell’intimo delle loro cellule, li ho visti puri e sporcati di cane, li ho visti morti da poche ore, morti da un mese e morti da anni, intonsi come fossero spazzolati e putridi pieni di vermi, li ho visti così tanto che ho perso il conto. E di una cosa sono certa: non mi hanno mai fatto così tanta paura come l’animo di certa gente.
Amate il lupo, temete l’uomo.

Alla fine Mia ha ritrovato se stessa, in un sms, in un abbraccio di un ragazzo, in un angelo custode sotto forma di lupo che le attraversa la strada.

“La ragazza dei lupi” è un libro che si legge in un fiato. E’ vero, forte e rude. Impari a conoscere veramente i lupi e impari ad amarli. Perché non possiamo sapere cosa il destino ci prospetterà in futuro. Magari un giorno avremo la fortuna di incontrare un lupo e nei suoi occhi conosceremo noi stessi. Buona lettura!

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