Ugo De Cresi naturalista e fototrappolaggio naturalistico

La storia di Ugo De Cresi

Tabella dei Contenuti

Ciao Ugo piacere di conoscerti e benvenuto! Iniziamo con le presentazioni:

Sono Ugo de Cresi vivo in Vallescrivia e sono Osservatore Naturalista.

Da quanto tempo ti occupi di fototrappolaggio?

Dal 2013 con un’action cam che lasciavo nel bosco in modalità di scatto ogni 30 secondi e batterie collegate in serie ma temevano umidità e avevano tempi di ripresa lunghissimi. Dal 2015 con fototrappole assemblate.

Che cos’è il fototrappolaggio per te?

Il fototrappolaggio è la secca risposta alle fantasie dell’uomo: la certezza del dato che giorno dopo giorno ti offre la possibilità di capire alcuni processi della fauna selvatica.

Come si integra nel tuo lavoro quotidiano di ricerca?

Osservo i primi dati sul campo. Se vi sono risultati utili, re-installo gli strumenti oppure integro le ricerche visive in zona.

Dove hai svolto il fototrappolaggio?

Un pò in tutta Italia. Possiedo 10 fototrappole e sto prototipando la prima fototrappola subacquea per la fauna ittica. Dal confine con la Francia a Ponente in Liguria sino al Monte Serra in Toscana e verso l’appennino. Sono particolarmente attivo nel Piacentino per i lupi. Isola d’Elba, Pantelleria e Nordovest Sardegna.

Quali fototrappole hai usato e quale consigli?

Rimasi molto contento del lavoro delle Cuddeback, oggi sto testando due fototrappole statunitensi in 4K ma il concetto di base è che non esiste la fototrappola perfetta, poichè ogni esemplare ha caratteristiche peculiari. Il mio consiglio per chi vuole cominciare è di prendere una fotocamera metterla in autoscatto e simulare l’animale. Si comprendo così dettagli tecnici come il piano di ripresa, la saturazione dei colori ecc. Una volta stabilite le caratteristiche morfologiche del campo di ricerca si acquisterà la fototrappola più opportuna.

Hai dei consigli per un novizio? Dove farlo, come farlo?

Credo che la passione per il fototrappolaggio nasca dall’osservazione indiretta degli animali e dallo studio dei comportamenti della fauna selvatica, Chi comincia deve prima acquisire gli elementi basici di riconoscimento della fauna e dopo interpretarli. Spesso vedo fotografie pubblicate da persone che non hanno ben capito che cosa hanno ripreso. E’ difficile, in determinate condizioni, riconoscere la specie animale: ombre e  posture possono trarre in inganno. In una Valle della Liguria due anni fa ho fototrappolato un esemplare di Puma Yaguarondi sfuggito alla cattività.

Qual’è l’animale che è stato più difficile da riprendere?

Per due estati consecutive ho tentato di riprendere una falena in corrispondenza di una latro animale del bosco. La mia tesi era che gli animali boschivi in fase notturna vedano distintamente anche piccoli insetti che l’occhio umano fatica a percepire. Alla fine ce l’ho fatta con una Cerva adulta che guarda una falena che ha lasciato una traccia rossa come un laser impressa nella foto.

E quello che ti ha dato più soddisfazioni?

L’animale che mi ha dato più soddisfazione riprendere è stato l’uomo. Un signore con un trasportino per gatti si mise carponi per abbandonare due gatti domestici vicino ad un torrente. E’ stato identificato e segnalato alle forze dell’ordine.

Raccontaci delle storie o spiegaci dei video che hai fatto e che trovi interessante:

L’immagine che custodisco più gelosamente nella cartella fototrappolaggio è la predazione di un lupo su cinghiale. L’immagine ritrae mentre salta con tutte e quattro le zampe sollevate da terra verso il collo dell’ungulato. Non l’ho mai pubblicata temendo che mi accusassero di un fotomontaggio.

Grazie mille Ugo per questa bellissima intervista!

Potete visualizzare i video di Ugo De Cresi nel suo canale youtube cliccando qui oppure seguirlo nel suo gruppo Facebook Zampe Libere

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